Teoria

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Analisi tassi di perdita

La perdita "zero" non esiste e se anche esistesse non sarebbe possibile misurarla. Pertanto, basandosi su tabelle fornite dalle normative é sempre bene definire a priori per il proprio particolare il livello di perdita ammissibile.

Dopo questa prima valutazione é necessario studiare il fluido di esercizio (gassoso o liquido) e le pressioni operative a cui é sottoposto il componente da collaudare.

Nel caso di componenti per gas , dove cioé non esista uno "spartiacque" tra le dimensioni molecolari dei fluidi (test/operativo), ci si attiene alla sola valutazione di pericolo: per esempio lo stesso particolare per gas può avere due livelli di perdita ammissibile completamente diversi nel caso sia applicato in ambiente domestico (cucina) o per linee di trasmissione all'aperto.

Esempi di tassi di perdita stabiliti dalle normative per componenti gas sono :

  • 15 - 60 nCC/ora @ 150mBar : per rampe gas cucina
  • 1 - 5 nCC/ minuto @ 5 Bar : per giunti linee trasmissione gas esterne
Nel caso di componenti per liquidi (acqua/sangue/carburanti/olio, ecc..) ed in base anche al livello di pericolo in caso di perdita, vi sono valori normativi di fuga misurata in aria dove il liquido sicuramente non trafilerá, visto il rapporto molecolare tra aria e un determinato fluido.

Esempi di tassi di perdita per liquidi sono (misurati ad aria ,1 Bar)
 
  • 0,3 - 0,6 nCC/Minuto : per contenitori carburanti
  • 2,0 - 3,0 nCC/Minuto : per contenitori acqua
  • 3,0 - 6,0 nCC/Minuto : per contenitori olio

In realtá , ove possibile, é meglio applicare pressioni piú elevate, nell'ambito di 1..6 Bar massimo. Con tale soluzione si possono ridurre i tempi di collaudo e migliorare sensibilmente le performances della prova. Aumentando la pressione di test si ha un'amplificazione della perdita, la quale genericamente non é lineare alla pressione: se per esempio misuriamo 1 nCC/minuto a 1 Bar di test, la stessa perdita misurata a 5 Bar può risultare molto maggiore di 5 nCC/minuto.

Inoltre una maggiore pressione amplifica l'eventuale difetto, se elastico, slabbrando il meato come ad esempio nel caso di saldature su plastica o cricche.

In contrapposizione é necessario valutare gli aspetti negativi di pressioni maggiori , quali maggiori tempi d'assestamento nel caso di particolari elastici, perdite "mascherate" nel caso ad esempio di guarnizioni a labbro ove l'elevata pressione fa sí di aumentare la tenuta di un particolare difettoso e problematiche inerenti alla sicurezza per le persone e l'ambiente circostante. Quindi le giuste pressioni di test debbono essere ricercate in collaborazione con professionisti del settore dotati di un'esperienza maturata da anni e soprattutto della strumentazione per eseguire tutte le prove iniziali del caso.



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